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Le Favole Brevi

Ispirate alla tradizione delle favole classiche

Copertina della favola

La Lontra e la Tempesta

In un fiume che scorreva tra rocce lisce e alberi altissimi, viveva una giovane lontra di nome Sira. Era agile, curiosa e amava giocare con l’acqua: scivolava tra le onde, faceva capriole, rincorreva le bolle come fossero stelle.
Sira era felice. Ma a volte si sentiva piccola. «Vorrei essere forte come il fiume» pensava «Vorrei proteggere qualcuno, un giorno.»
Un pomeriggio, il cielo cambiò colore. Nuvole scure si radunarono sopra il fiume, e il vento iniziò a soffiare forte.
Gli animali si rifugiarono nelle tane. Sira, invece, rimase vicino all’acqua.
«Il fiume è la mia casa» disse. «Non voglio lasciarlo solo.»
Ma la tempesta arrivò in un attimo: fulmini, tuoni, pioggia che cadeva come fili d’argento.
Sira si nascose sotto un tronco, tremando.
Tra il rumore della pioggia, Sira sentì un grido. Un piccolo castoro era rimasto intrappolato su una roccia, mentre l’acqua cresceva sempre di più.
«Aiuto!» gridava quello «Non so nuotare bene!»
Sira uscì dal suo riparo e gridò forte: «Aspetta! Arrivo!»
Il fiume era agitato, ma Sira era una nuotatrice esperta.
Si tuffò tra le onde, lasciando che l’acqua la guidasse.
La corrente era forte. Sira faticava a restare in superficie, ma ogni volta che pensava di fermarsi, guardava il piccolo castoro.
«Non posso lasciarlo solo» disse tra sé. Con un ultimo sforzo, raggiunse la roccia.
«Sali sulla mia schiena» disse «Ti porto via di qui.»
Il castoro tremava, ma si fidò.
Sira iniziò a nuotare contro la corrente, lenta ma determinata. La tempesta continuava a infuriare. L’acqua spingeva Sira da ogni lato. Ma lei non si fermò.
«Ancora un po’…» disse «Ce la facciamo.»
Finalmente raggiunsero una zona più tranquilla del fiume, dove gli alberi proteggevano l’acqua dal vento.
Il castoro scese dalla schiena di Sira.
«Mi hai salvato» disse con gli occhi lucidi «Pensavo che fossi troppo piccola per aiutarmi.»
Sira sorrise: «Anch’io lo pensavo. Ma il fiume mi ha insegnato che la forza non è solo potenza… è anche cuore.»
Quando la tempesta finì, gli animali del fiume uscirono dalle tane. Sentirono la storia e guardarono Sira con ammirazione.
«Hai affrontato la tempesta» disse la tartaruga.
«Hai salvato un amico» disse il pesce luna.
«Hai ascoltato il fiume» disse il vecchio airone.
Sira arrossì: «Io… ho solo fatto ciò che sentivo.»
Il castoro le prese la zampa: «Da oggi, sei la guardiana del fiume.»
Sira guardò l’acqua che scorreva, calma e luminosa e capì che, in fondo, era sempre stata forte.
Solo che non lo sapeva ancora.

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