La Lumaca e la Stella Caduta
In un prato silenzioso, dove l’erba si muoveva come un mare verde, viveva una lumaca di nome Nemi. Era piccola, lenta, e portava la sua casetta sulla schiena come un tesoro fragile.
Gli altri animali correvano, saltavano, volavano. Nemi invece avanzava piano, lasciando una scia lucida che brillava al sole.
«Sono troppo lenta» pensava spesso «Non servirò mai a nessuno.»
Una notte, mentre il cielo era pieno di stelle, Nemi uscì dal suo rifugio. Amava la notte la lumachina perché nessuno correva, nessuno la superava, nessuno rideva della sua lentezza.
All’improvviso, una stella cadde dal cielo, scivolando tra le nuvole ed attraversando l’aria per posarsi infine sul prato, proprio davanti a lei.
Era piccola, luminosa, tremolante. Come un cuore che batteva.
Nemi rimase immobile, ma domandandosi "Una stella… qui?"
La stella parlò con una voce sottile: «Mi sono persa. Non riesco più a tornare in cielo.»
Nemi si avvicinò piano: «Io… non so volare. Non so correre. Non so saltare. Non so come aiutarti.»
La stella tremò: «Ho bisogno di qualcuno che mi porti in un posto sicuro. Il cielo mi troverà solo se sono in alto.»
Nemi guardò la sua casetta, poi la collina lontana.
«Posso provare» disse «Ma sarò lenta.»
«La lentezza non mi spaventa» disse la stella «Mi spaventa restare sola.»
Nemi prese la stella sulla sua casetta. Era leggera, come una goccia di luce.
Iniziò a camminare. Piano. Molto piano.
Gli altri animali la vedevano passare.
«Dove vai?» chiese il riccio.
«Perché porti quella luce?» chiese la lepre.
«Non arriverai mai» disse la gazza.
Nemi non rispose. Camminava. Un passo dopo l’altro.
La notte avanzava. La lumaca era stanca, ma la stella brillava sulla sua schiena, come un piccolo faro.
«Ancora un po’» disse Nemi «Non ti lascio, tranquilla.»
Finalmente raggiunsero la collina. Era alta, silenziosa e vicina al cielo.
Nemi si fermò: «Ecco… qui sarai più vicina alle tue sorelle.»
La stella tremò di gioia: «Grazie. Nessuno avrebbe fatto questo per me.»
All’improvviso, il cielo si aprì e le stelle lassù iniziarono a brillare più forte, come se chiamassero la loro compagna.
La stella sulla schiena di Nemi si sollevò.
Piano, piano, piano… poi sempre più in alto.
Prima di tornare nel cielo, si voltò verso la lumaca.
«Tu sei lenta, ma il tuo cuore è veloce e grazie a lui, sono tornata a casa.»
Nemi guardò il cielo, pieno di luce e, per la prima volta, non si sentì più inutile, ma speciale!
